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Le Autostrade del Mare.
Le Autostrade del Mare rappresentano una soluzione alternativa e spesso complementare al trasporto stradale e sono finalizzate a far viaggiare camion, container e automezzi sulle navi, valorizzando il trasporto marittimo, particolarmente rilevante in Italia per la sua conformazione geografica. In tal modo si può limitare la congestione delle strade e ottenere benefici effettivi sulle esternalità prodotte dal traffico, tra cui la prevenzione dell’incidentalità e la riduzione dell’inquinamento ambientale.

 Definizione di Autostrade del Mare: 

- Decisione 884/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (che modifica 1692/96)
Articolo 12 bis:
 La rete transeuropea delle autostrade del mare intende concentrare i flussi di merci su itinerari basati sulla logistica marittima in modo da migliorare i collegamenti marittimi esistenti o stabilirne di nuovi, che siano redditizi, regolari e frequenti, per il trasporto di merci tra Stati membri onde ridurre la congestione stradale e/o migliorare l’accessibilità delle regioni e degli Stati insulari e periferici. Le autostrade del mare non dovrebbero escludere il trasporto misto di persone e merci, a condizione che le merci siano predominanti. 

- Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea L 167:

 

Lo sviluppo dei collegamenti marittimi può ridurre le strozzature e i colli di bottiglia presenti sulla rete viaria, può collegare le zone periferiche e le isole e rappresenta, in molti casi, una vera alternativa alla via stradale.

 

In Italia.

 

Da molti anni in Italia si è posta l’attenzione sul programma Autostrade del Mare, e il Paese ha intrapreso importanti azioni per promuovere le vie marittime tra cui un posto di rilievo è rappresentato dall'Ecobonus.

L’Ecobonus è l’incentivo nazionale diretto a tutti gli autotrasportatori.

Ha l’obiettivo di sostenere le imprese di autotrasporto a fare il miglior uso possibile delle rotte marittime, al fine di trasferire quote sempre maggiori di merci che viaggiano su mezzi pesanti dalla strada alle più convenienti vie del mare.

A tal fine la legge n° 265 del 2002 ha messo a disposizione degli autotrasportatori circa 240 milioni di euro attraverso uno stanziamento quindicennale.

 La Finanziaria 2008 ha attualizzato tale importo stanziando 77 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009.

La misura principale è finalizzata a sostenere la scelta della nave da parte degli autotrasportatori in alternativa alla strada. Le misure di accompagnamento sono destinate ad incoraggiare le forme di associazione tra imprese di piccole dimensioni aventi l’obiettivo specifico di utilizzare in modo efficiente le alternative marittime al trasporto su gomma, nonché di agevolare misure di formazione finalizzate a promuovere l’accesso alle rotte marittime e il loro utilizzo e l’acquisto di attrezzature elettroniche (hardware) e programmi informativi (software) volti ad ottimizzare la catena del trasporto in condizioni di massima sicurezza.

Allo stato attuale i mezzi pesanti che utilizzano abitualmente le così dette “Autostrade del Mare” sono circa 1.500.000 l’anno. In tali condizioni le navi delle Autostrade del Mare possono contare su una capacità di riempimento di stiva che si attesta intorno al 50%. Un ulteriore aumento pari al 50% è pertanto ottenibile senza aggiuntivi costi economici, sociali ed ambientali.

Il beneficio si applica a determinate rotte marittime che garantiscono collegamenti regolari tra due porti che creano un sistema efficiente di trasporto intermodale delle merci e che evitano ostacoli geografici ed aree ad elevata congestione di traffico.


In particolare, le tratte marittime incentivabili sono state individuate con un decreto ministeriale del 31 gennaio 2007 ( e successivo Decreto ministeriale, di integrazione delle tratte marittime incentivabili per il trasporto di merci. del 26 marzo 2007) in attuazione dell'articolo 3, comma 2-quater, della legge 22 novembre 2002, n. 265, sulla base dei seguenti criteri:

- Idoneità della tratta marittima a favorire il trasferimento di consistenti quote di della modalità stradale a quella marittima;

- Idoneità della tratta marittima a ridurre la congestione stradale sulla rete viaria nazionale;

- Prevedibile miglioramento degli standard ambientali ottenibili a seguito della percorrenza marittima, in luogo del corrispondente percorso stradale.

 Entro il 30 settembre di ogni anno, sulla base delle risultanze dei lavori della Commissione, il Ministero approva la graduatoria delle istanze avanzate dai soggetti interessati per ottenere i finanziamenti di cui all’art. 4 del DPR.

Fonte: Rete Autostrade Mediterranee S.p.A.

23.01.2009                                                                                   Avv. Nicola De Giosa     

 
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